19 luglio 2011

Ancora Yamaguchi Sensei

In un video inedito girato nel suo dojo, quello dove ha insegnato per decenni senza tatami.
Una volta un amico mi ha detto una frase che, sul momento, mi ha fatto pensare ad un improvviso attacco di demenza precoce.
Disse " Quando trovo difficoltà con un movimento, vado a riguardare come lo faceva Yamaguchi."
Ovviamente, l'idea di associare Yamaguchi, "Il genio" dell'Aikido, alla base del movimento mi ha fatto scattare più campanelli dell'antifurto del tesoro della Corona!
O quantomeno mi ha fatto pensare ad un abuso di Corona, quella spillata, con fettina di limone e sale sul bicchiere!
Quando lui aggiunge "Si, perchè lui faceva un Aikido Vivissimo, ma con uke rigidi ed impreparati!"

Continuo a pensare che lui sia folle, non dubitatene.
Ma di quella follia che a tratti sconfina nella genialità!

Un consiglio, abbassate il volume e mettete su qualcuno degli mp3 della vostra collezione....

10 luglio 2011

Osho, il sorriso ed il viaggio verso la Libertà

Da alcuni anni a questa parte sto cercando di capire cos'è la Libertà.
Badate bene: non a caso ho scritto una "L" maiuscola!

In genere tutti siamo portati a vedere la libertà in relazione a qualcosa che ci opprime.
Un vincolo, un limite, un controllo.....

Il capo, la moglie o il lavoro, per esempio.
"Non ce la faccio più, MI VOGLIO LIBERARE!"



Che vuol dire liberarsi di qualcosa o di qualcuno?
Sicuramente una grande soddisfazione momentanea, ve lo concedo.
Anzi, a volte un "Vaffa" aiuta più di una seduta dallo psicoterapeuta, ammettiamolo.

Si, ma poi?
Lasci la moglie e diventi schiavo della frivolezza, di una nuova donna o della solitudine.
Lasci il lavoro e diventi schiavo della precarietà, della cinghia stretta o semplicemente del tuo tempo libero.

C'è sempre un nuovo vincolo dietro l'angolo.
C'è sempre qualcuno a limitare il nostro perimetro, solo con la sua presenza...



Dunque cosa è la vera Libertà?
Sentirsi liberi da qualcosa che ci opprimeva è Libertà?

Ok, cambiamo la domanda.

Può qualcuno o qualcosa dall'esterno privarci della Libertà senza che noi lo vogliamo?
Io credo di no.

Corresponsabilità, segnatevi questa parola.

Libero è una questione di attitudine, secondo me.
Il punto non è liberarsi del problema.
Il punto è Liberarsi nonostante il problema.




Avete mai sentito parlare di Osho?
A vederlo in foto sembra uno di quei classici vecchietti alla Yoda, che dispensa consigli per una vita sana, in genere inapplicabili in una società come la nostra.


Nulla di più sbagliato,fidatevi di me.
Osho dispensa bastonate.
Secche e dirette alla nostra mente.
E,credetemi, non lasciano meno segni che sulla schiena...






Tra le tante, una sua frase mi ha colpito molto.

Dice, grossomodo, che nella vita qualcosa può andare storto solo a chi cerca di mettere tutto in linea.
Solo chi pianifica tutto viene spazzato via dagli imprevisti.
A chi sa che nulla è dritto, nulla di storto potrà sorprenderlo.

Pianificare ogni cosa, schematizzare ogni momento della nostra esistenza ci rende schiavi della nostra mente, della proiezione mentale di come la Vita dovrebbe essere.
E questo ci toglie la Libertà.
Ci impedisce di esistere davvero, di assaporare i gusti che ogni momento si presentano spontaneamente al nostro palato.
Buoni o cattivi che siano.




Può l'Aikido prepararci a questo? Possiamo, col nostro Keikogi e la nostra Hakama intraprendere un cammino verso la Libertà?
Forse...
Ma dipende da come ci alleniamo.
Se l'obiettivo è chiaro, l'allenamento diventa mirato...
Non possiamo pensare che il senso di tutta la pratica sia accumulare nozioni, memorizzare dettagli e recitare coreografie e al contempo credere di viaggiare verso la Libertà.



"Alleati a combattere così come vorresti combattere!" scriveva un tizio.
E quel tizio, vi dico, la sapeva lunga!

Certo, bisogna partire da un apprendistato.

Un periodo di studio delle basi, che ci darà gli strumenti per poterci esprimere...
E probabilmente in questo periodo non ci sentiremo tanto liberi...
Ma è solo una fase preparatoria!

Per un medico dura sei anni, dopo di che è autorizzato a mescolare i miei intestini col mio permesso!
E un aikidoka? Di quanto tempo ha bisogno per cominciare a cercare la propria Libertà?

Essere Liberi vuol dire diventare consapevoli di sè stessi, a partire dai gesti più semplici, ed assumersi la responsabilità di ogni scelta, di ogni cambiamento.

La Semplicità è la chiave!
Concentriamoci sulle cose semplici e tutto diventerà più chiaro.
Cominciamo a sorridere, per esempio....

"Sei stato un po' troppo serio di recente, seriamente... è tempo di lasciar perdere!
Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani. Davvero non ne hai bisogno.
Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro."(OSHO)







9 luglio 2011

Aikido Vivo dalla Germania

Indipendentemente dalla loro maniera di fare questa o quella tecnica, che io in primis posso condividere a volte di più a volte di meno, questo è perfettamente in linea con quello che io chiamo Aikido Vivo.
Molti principi, tanti esercizi propedeutici per sviluppare qualità, input tecnici ma grande libertà di espressione...
Quello più vecchio è Pascal Durchon, vecchia leva del gruppo francese che seguiva Seigo Yamaguchi Sensei.
Quello alto e pelato è Thorsten Schoo, maestro ed amico e, a mio avviso, uno dei migliori ricercatori oggi in circolazione.

Fatemi sapere che ve ne  pare...

6 luglio 2011

La leggerezza del piombo, la pesantezza della piuma (F.Russo)

Oggi lascio il microfono al mio amico ed allievo Fabio Russo.
Fabio ha cominciato parecchio tempo fa, camminando fianco a fianco con me in tutte le evoluzioni stilistiche che mi hanno portato fino a qui, passando dal rigido al fluido, dal forte al cedevole, dall'imporre all'ascoltare.


"Pesa di più un chilo di piume o un chilo di piombo?
Alzi la mano chi da bambino non abbia ricevuto questa domanda/tranello.
Ok, credo quasi tutti.

Molti di noi sono caduti nel tranello, rispondendo di istinto in questo modo "Un chilo di piombo", e tutti scoppiavamo a ridere quando il nostro
interlocutore rispondeva "Ma come!?Pesano entrambi un chilo!!!"

Assodato questo possiamo anche andare avanti.





Ora alzi la mano l'aikidoka che ha imparato la lezione.

Credo che siamo ancora in molti ad essere convinti che in aikido pesi di più un chilo di piombo.Salviamoci!!!

Sono tante le volte che vedo da spettatore o sento in prima persona il "tocco", quel contatto che tori prende con uke, dopo che quest'ultimo ha sferrato
un atemi.

Sia vederlo che praticarlo offre una sensazione stranissima, il contatto che c'è è leggerissimo, si ha l'impressione che quel contatto non sia altro
che un soffio, ma allo stesso tempo quel soffio è potentissimo, può esplodere, tutta l'intenzione di tori è lì in quel contatto che quasi non si sente.



Da spettatore devo ammettere che sembra 'poco reale', ci si chiede "Si vabbè ma non lo sta controllando proprio?" "Sì vabbè ma non può andarsene una
volta che l'atemi non ha colpito il bersaglio?", invece da praticante vi posso assicurare che allontanarsi da quel controllo è l'ultima cosa che
prenderei in considerazione, quel controllo non è importante per tori, ma è di vitale importanza per uke, è la sottile linea di confine che lo separa
da una mazziata colossale.



La sensazione che sento da parte di Tori è la sequente
                'Io sono qui, sono presente, ne sono consapevole e ne devi essere consapevole anche tu'
               
La sensazione che senta da uke è la seguente
                'Se perdo questo punto di contatto, lui espolde contro di me, gli apro i cancelli per entrare contro di me'
allo stesso tempo penso
                'Se forzo quel contatto e gli vado contro, molto probabilmente tori sarà in grado di gestire la mia opposizione,
                 gli offro uno spunto, un nuovo punto di partenza per poter lavorare e ci si ritrova al punto di partenza'

Questo non significa che un uke che si trova in quella situazione è assolutamente "morto", dipende da tanti fattori, ma per ora limitiamoci ad
evidenziare l'importanza del contatto che si stabilisce tra i due partner.

Si tratta di una leggerezza esplosiva sempre presente, uke si trova in quel contatto, sente che la presenza di tori è una piuma, ma non riesce ad
andare via, perchè quella piuma è particolare, è una piuma di piombo.




Impariamo a stabilire questo contatto con i nostri uke, vedo spesso (sono stato il primo a farlo e credo che lo faccio ancora qualche volta) tori
inchiodare uke a terra; questa forma è comunque efficace, ma è limitata, se inchiodo uke a terra di certo non ha senso riportarlo su per fare shiho nage.
Così come se il mio contatto è troppo leggero, diventa inutile, e uke può andare via tranquillamente se è buono, se è cattivo potrebbe sferrare un
altro atemi e farmi moooooolto male.

Credo che dovrremo trovare il giusto equilibrio tra la pesantezza della piuma e la leggerezza del piombo.





Grazie a tutti per la lettura, sperando nel mio piccolo di esservi stato d'aiuto." 
F.R.



4 luglio 2011

Regalino

Più volte in giro mi è stato chiesto di brandizzare il marchio AikidoVivo, facendo un pò di materiale per gli aikidoka.

Purtroppo non sono mai stato un buon commerciante...non lo diventerò adesso, mi sa.
Il magico mondo di magliette e cappellini, come quello del passaggio di soldi, resto, merce, non mi appartiene.....

Però,su insistenza di qualcuno (dovrei dire petulanza, ma nn mi sembrava cortese...;) ), ho disegnato qualche scritta facilmente stampabile.





Veramente, le avevo fatte per me..... le ho stampate e sono anche venute bene.
Il caro vecchio Decathlon offre t-shirt e cappellini di ogni specie e qualità, dai 4 euro a salire.
E le stampa, al momento, con una manciata di euro.....(circa 5, se non sbaglio!)

Diciamo che con meno di dieci euro viene fuori un prodotto carino ed originale....
Giusto per non mettere sempre addosso gli stessi marchi.
Fatemi sapere....

3 luglio 2011

Guida intergalattica per aikidoisti

L'amico Guilleme, che vive ormai da un annetto e più a Tokyo, ha stilato una guida molto esaustiva per tutti coloro che, incuranti del pericolo radiazioni, hanno voglia di allenarsi un pò all'Hombu Dojo.
Un ottimo lavoro che trovate Q U I
In inglese, ovviamente...

Il Nonno ed AikidoVivo


E' così che mi piace immaginarlo......

1 luglio 2011

Uke, il Vecchietto ed il bisogno di Vendetta

Ieri sera ho trattato, durante il corso, un argomento che ritengo di vitale importanza.

Purtroppo ci sono soltanto scivolato sopra, e stasera,invece, con "L'eprit de l'escale", mi rendo conto che avrei dovuto batterci di più.

Non solo ieri sera, intendo.

Quindi, come piccolo placet per la mia coscienza, metto per iscritto qualche riga ed obbligo i miei allievi ad impararle a memoria.

La premessa è questa:
" Se,come aikidoka, voglio attaccare qualcuno inerme, non posso farlo con una tecnica".

Cosa vuol dire?
Se sono in fila alle poste, ed il vecchietto di turno, che si aggira circospetto con ventuno bollette da pagare per  tutta la famiglia, mi frega il turno e passa avanti, io, seppur imbufalito dalla mancanza di rispetto, non posso afferrarlo e fargli shihonage.



Non è una questione etica, è proprio che MATERIALMENTE non posso.

Posso prendere un estintore e seppellirlo sotto litri di schiuma tossica, o, da buon aikidoka, posso afferrarlo per una spalla ed aprirgli in due l'alopeja con un menuchi, ma non posso utilizzare nessuna tecnica di immobilizzazione o di proiezione.

Semplicemente perchè sono risposte, non proposte.

Le possiamo utilizzare in CONSEGUENZA ad un attacco, non in SOSTITUZIONE di un attacco.

Sarebbe più o meno come iniziare una conversazione con uno sconosciuto dicendo "Bene, Grazie!"
Sufficientemente folle da mettere in fuga qualsiasi possibile interlocutore o interlocutrice, mi sa...





Cosa significa questo, in termini pratici?
Elementare ,Watson.

Vuol dire che quando attacchiamo qualcuno per fargli da uke, nel dojo, dobbiamo metterlo nelle condizioni di risponderci facendo Aikido.

L'atteggiamento di chi attacca deve essere di proposta continua, di perenne attività e di costante sollecitazione.

Attaccare e chiudersi in difesa, non aiuta.
D'altronde, se avessimo avuto paura di tori, non lo avremmo proprio attaccato, giusto?
Magari con un fucile, a distanza di sicurezza.
O gli avremmo avvelenato il caffè, alla mattina.....
Ma non possiamo afferrargli un polso, se siamo terrorizzati da una sua reazione!




All'attacco consegue una connessione ed un disequilibrio.
Il ruolo di uke è attaccare con convinzione e ricostruire la propria struttura nel disequilibrio, per mettersi nelle condizioni di attaccare ancora.
Sempre.
Sempre vuol dire "Senza smettere MAI".



E Tori? Il ruolo di Tori è quello di chiudere costantemente le proprie aperture, mantenendo Uke in condizione disorganizzata.
La caduta è il momento della libertà, non della punizione.
E' il momento in cui Uke si libera dal controllo di Tori (ammesso che Tori riesca a controllarlo, ma nn stiamo a sottilizzare!!!!!;))

E se Uke si ferma??Se si indurisce, come se fosse caduto nel vasetto di Viagra, da bambino?
Cosa deve fare Tori se Uke si congela, in stato di catatonica narcolessia?



Semplicemente nulla.
Nulla, Niente, Nada.
Aspettare che si svegli, o andare via.
La tranquillità è la chiave.
Una mente serena è la sorgente del vero Budo.

In Aikido non esiste vendetta.
Non si punisce Uke perchè prima ci aveva attaccato.
Se proprio sentite la prepotente necessità di fargli pagare questo atto di provocazione, sterminando lui e tutta la sua famiglia, semplicemente avete sbagliato disciplina....

Rivolgetevi altrove. Senza problemi e amici come prima!





L'Aikido, nella sua accezione più alta, serve a sgombrare la mente ed a purificarsi dall'odio,dal rancore, dalla negatività.

Perchè il loro pascere ed ingrandirsi nel nostro spirito, non partorisce altro che Paura.
E vivere nella Paura vuol dire non aver mai vissuto.
Parola di Jedi.

Aikido Vivo nel 1986

Ecco uno dei padri dell'Aikido dell'ascolto, Seigo Yamaguchi Shihan...
Scienziato del disequilibrio, essenziale ed incisivo in ogni movimento, percettivo ad ogni cambiamento di uke.

Mi rendo conto che è difficile capire quello che fa. Per molti è difficile anche vederlo...
Ma come non rendergli omaggio?