12 settembre 2012

Il Fiore e La Spada




Cosa avete in programma dal 21 al 30 di Aprile? 
Cazzate. 
Qualunque cosa fosse è riorganizzabile in funzione di questa. 
 Aprite bene le orecchie e prendete un pò di appunti. 
 La Federazione Italiana Aikido,sponsorizza ed in parte sovvenziona il primo viaggio studio in Giappone, con il patrocinio dell'Università "l'Orientale" di Napoli.
 Già vi ho scioccato? Aspettate di sentire il resto! 
 Il viaggio sarà di 10 giorni, di cui due di volo andata e ritorno con la compagnia di linea giapponese, quella con le playstation per ogni passeggero, che solo quello vale tutta la partecipazione. 
 I primi 4 giorni si alloggerà a Nagano, nel Saku Dojo di Endo Shihan, con Ariga Sensei e gli altri insegnanti, a fare vita da uchideshi... Dojo di legno, tatami originali, futon per dormire e tutta quella roba fighissima che, vuoi mettere con l'andare col treno in palestra, cambiarti e tornare a casa come uno sconsolato dopo la lezione???
 Per non parlare della qualità della pratica, una delle più elevate al mondo, senza dubbio. 
 Gli altri 4 giorni si alloggia a Tokyo, con un piede nella metropoli del futuro ed uno al seguito di Daniele Petrella Sensei, che, per chi non lo sapesse, è il direttore della missione archeologica italiana in Giappone e conosce il Sol Levante come io conosco il mio condominio. 
 Al seguito di Daniel San, calcheremo le orme dei Samurai fra Tokyo e Kamakura, alla volta del clan Minamoto, dei 47 Ronin, del castello imperiale e di tutta una serie di altre cosette, che se non mi fermo qui allago la tastiera con la bava.
 Certo, andare in Giappone costa un occhio della fronte, direte voi.
 E no! Qui casca l'asino! 
Questo viaggio, con biglietto aereo, abbonamento a tutti i treni, alloggi vari, allenamenti, visite guidate e chi più ne ha più ne metta, costa solo 1800 euro. 
 Resta solo da comprasi da mangiare, praticamente. 
Roba che se nascondete un provolone e una mortazza nella borsa, campate senza spendere un euro. 
Dov'è la fregatura? Non c'è. 
Dovete solo muovere il culo mouse e correre QUI a prenotare entro fine novembre. Chi resta a casa non è sfigato. 
E' La Sfiga in persona.


11 settembre 2012

Il principio, la tecnica ed il biscotto della fortuna

Una volta lessi da qualche parte che si diventa vecchi quando più nulla riesce a sorprenderti.
Doveva essere un libro di aforismi o un bigliettino dentro un biscotto della fortuna...





Stando a quello che dice la saggezza dei biscotti, io sono ancora un poppante, viste le cose che ancora riescono a sorprendermi ogni giorno.

Una di queste è come la gente dia per scontato ciò che scontato non è per niente.





Un tempo c'era la tendenza, quasi politica, a formare schieramenti di dojo.
Il nostro dojo è migliore di quell'altro perchè loro non si lavano i denti!
Oppure, la nosta disciplina è la meglio disciplina sulla Terra perchè noi siamo cazzuti e sopportiamo il dolore!
Insomma...quella roba lì.




Poi, il tempo ha decretato l'avvento di roba come i balli latino americani e la zumba ed i pochi marzialisti rimasti hanno imparato a convivere tutti insieme.

Fin qui, encomiabile esempio di come i sparuti superstiti di una antica civiltà facciano branco per sopravvivere al predatore più forte,dal punto di vista commerciale.

Il fatto è che respirare la stessa aria ci obbligherebbe a trovare un linguaggio comune, chiaro ed esplicativo, per parlare ci ciò che ci riguarda.

Ultimamente gli sforzi si sono canalizzati tutti nella sulla tecnica e sull'idea che ciò che identifica le varie discipline non sia lo strumento, il gesto, il colpo, ma il principio.

Ora vi chiedo un sforzo ulteriore.

Che significa "principio"?

Partiamo da lontano!
Scaviamo tra le mie reminiscenze scentifiche di livello elementare.




Se dico che il principio di dilatazione termica definisce che il calore aumenta il movimento elettronico e dunque si allunga lo spazio di legame e succede che la materia si espanda, questo non è un principio chimico.

Cioè, non posso dire che questo principio è valido e bisogna tenerne conto solo se si è chimici, mentre un fisico può fottersene altamente.

Non posso nemmeno dire che è un principio chimico-fisico, e gli ingegneri possono ignorarlo, altrimenti non potrei spiegarmi gli inserti di metallo lungo i ponti.

E vogliamo parlare dei biologi? Può un biologo cadere dalle nuvole, se un calore eccessivo dilata una membrana cellulare fino a romperla?

Ed il fabbroferraio??





Può un fabbro permettersi di tralasciare il fatto che utilizzando il calore possa plasmare i metalli o fonderli tra loro?

Un principio è un principio se è valido sempre.
E se è sempre valido, tutti devono rendergli conto!

Nelle arti marziali esiste il principio di forza tangente.



In soldoni, indica che quando una linea diretta verso il centro dell'altro, non riesce a passare, una linea tangente alla sua struttura, lo mette in movimento o in rotazione, a seconda di come ha piazzato il suo peso.

Il principio di forza tangente NON è un principio DI Aikido ,o DI Karate.
E' un principio meccanico a cui sia il karate che l'aikido devono relazionarsi.
Cambia il modo in cui lo fanno, ovviamente.

Il karate se ne serve per parare e deviare i colpi.
In aikido, per esempio, ce ne serviamo per Morotedori Kokkyuho, o per katatedori shihonage.









ma ci rapportiamo esattamente alla stessa regola!

Cambia la strategia.

E se la tecnica non fa la differenza, ed il principio è un super partes che ci presenta il conto indipendentemente dalla nostra divisa, la strategia non può che essere curiosità e ricchezza.


3 settembre 2012

Aikido Startline!

Un omaggio targato AikidoVivo a tutti i praticanti che non stanno più nel keikogi dalla voglia di tornare a posare i loro piedoni sul tatami!


1 settembre 2012

Vivere senza nemico



Andrè Cognard Shihan è il fondatore della Accademia Autonoma Aikido, la A.A.A., ed è il massimo rappresentante europeo della pratica del maestro Kobayashi Hirokazu, uno dei più caratteristici allievi di O Sensei.

Ho avuto il piacere di partecipare varie volte ai suoi seminari, ed ho trovato sempre un'ottima proposta tecnica ed un'atmosfera ieratica e rispettosa.

Trovo, seriamente, che Cognard sia uno dei più grandi esperti di Aikijo viventi.
La grazia e la velocità dei suoi movimenti con il bastone fanno a cazzotti con la stazza e la potenza del suo corpo, tanto che ci si chieda immancabilmente come possano convivere tanto spudoratamente in un uomo solo.

Ecco un bellissimo pensiero, che condivido appieno e che trovo estremamente in linea con la filosofia di A.V.

Per chi fosse interessato, la Luni Editrice aveva già tradotto due libri di Cognard, dal titolo "Il corpo cosciente" ed "Il corpo filosofo", molto interessanti, anche se di non facile lettura. Q U I è possibile procurarsi il saggio del maestro "Vivere Senza Nemico".
Io l'ho appena ordinato...
Se qualcuno lo avesse già letto ed avesse voglia di postarci un bel commento è il benvenuto!^_^

31 agosto 2012

Il neonato, l'ingaggio e la vita felice

Se io vi chiamassi di colpo e vi lanciassi all'improvviso un bicchierino di plastica, molto probabilmente lo lascereste cadere a terra.
Anche un po' incazzati, se vogliamo...soprattutto se il bicchierino fosse stato usato e gocciolante...

Ma cosa cambierebbe se invece del bicchierino, vi lanciassi il vostro smartphone di ultima generazione, con  dentro tutte le foto della vacanza, tutti i messaggi amorosi e 200 euro di suonerie scaricate?





Sicuramente vi incazzereste molto, MOLTO di più.
Ma sono altrettanto sicuro che vi lancereste alla stregua di Pumpido all'incrocio dei pali, per afferrarlo prima del disastro, magari atterrando al suolo dopo un doppio tuffo carpiato, con tanto di ukemi alla Parkour.






E cosa fareste se vi lanciassi un neonato?

Prima di chiamare la Neuro, intendevo...

Ecco, questo è il concetto di "Ingaggio".

Ogni volta che compiamo un gesto, "ingaggiamo" una parte del nostro corpo e della nostra concentrazione.
Quanto più quel gesto conta per noi, tanto più siamo pronti ad ingaggiarci per portarlo a compimento.

Cambia poco rispetto al comprare, che ne so, un Computer nuovo.
Più tempo passo al pc, più cose ci faccio e più esse sono importanti per me e per il mio lavoro, più sono disposto a spendere nell'acquistarlo.

Esistono macchine da 300 euro, che permettono discretamente di leggere la mail e postare su facebook.
Ovvio che un grafico sarà disposto a spenderne 3000, per decimare il tempo di un rendering e metterci su una scheda grafica degna di Matrix.

E dunque,quanto saremmo disposti ad ingaggiare, di noi stessi, se in gioco ci fosse la nostra vita?




Se dovessimo tirare uno shomenuchi per salvarci la pelle, con quanta concentrazione e quanto "ingaggio" fisico, muscolare ed articolare lo faremmo?

Se dovessimo muoverci per evitare quello shomenuchi, sposteremmo solo la testa, o utilizzeremmo al meglio il busto, le anche e le gambe, flettendo bene le ginocchia e scattando come felini??



In Aikido questo è il senso della marzialità, secondo me.
Mettere in gioco la propria vita, in senso figurato, per ingaggiarsi al massimo, corpo e mente, in ciò che stiamo facendo.

In giapponese si dice "Emanare KI", o "Unificare corpo e mente".
Indica la presenza di spirito, il tempo dedicato ad una cosa, quanto mettiamo in gioco per portarla a compimento e quanto di noi stessi si riversa in quella cosa.


Più lavoriamo su un corpo mobile e funzionale, più "corpo" riusciamo ad ingaggiare in un'azione.

Più corpo ingaggiamo, più presenza mentale mettiamo in quel gesto.

E quando impariamo a mettere tutto noi stessi in ciò che facciamo, lo rendiamo veramente importante.

E rendere importante la nostra vita, mettendo corpo e mente in ciò che facciamo, è il primo passo verso un' esitenza piena e felice, consapevole di ogni attimo vissuto.



28 agosto 2012

Weapons and Kaeshi: di nuovo al Dojo

Dal 4 settembre ripartiranno i nostri corsi a Napoli Centro, Vomero e Fuorigrotta, a Pomigliano d'Arco, ad Avellino,a Sapri ed a Palermo!

In pentola bollono un sacco di cose, non fatemi perdere tempo sennò si brucia tutto!;-)





La sindrome di Padre Pio

Ciao a tutti!
Spero abbiate trascorso delle buone vacanze e che non abbiate dimenticato a casa Jo e Bokken, per tirare due suburi, ogni tanto!

Da uno scambio di opinioni su un noto Social Network, in una discussione in merito al fatto che anche i nuovi arrivati hanno diritto al giudizio, in quanto esseri umani, indipendentemente dal grado acquisito, ed in merito al fatto che anche i più grandi possano essere giudicati, ovviamente in relazione all'esperienza del "critico", è venuto fuori un articolo molto interessante scritto da Simone Chierchini sul Blog confratello "AIN".






Un piccolo assaggio

"Toccategli tutto, graffiategli la macchina nuova, rubategli la fidanzata, pigliateli a mazzate, ma non dite ai rispettivi tifosi che Saito (Tohei, Shioda, Tada, Yamaguchi, … O’Senseiiiiii!!!!) non sono necessariamente quelle figure statuarie – cristallizzate in una divina perfezione tecnica, morale e umana – che i suddetti hanno costruito nel loro subconscio e che li rende paragonabili nella devozione che ricevono ai santi cattolici di altri tempi. Proprio come nei tempi andati, osare dire che costoro erano (sono) dei semplicissimi esseri umani, con le loro grandezze e le loro numerose piccolezze, esattamente come tutti noi, può causare la messa all’Indice, la scomunica, o addirittura il rogo…"


QUI Il seguito!
Buona Lettura e Bentrovati da Aikido Vivo!
FB

11 agosto 2012

Sogni, il ghiaccio e l'acqua fluente

Takuan Soho fu un monaco Zen vissuto tra il 1573 ed il 1645.
I suoi scritti sono pregni di significato per il nostro tempo ed assolutamente rivoluzionari per quello nel quale visse lui.
Egli infondeva la mente Zen, la mente che fluisce naturalmente attraverso la realtà senza restare prigioniera in alcun sito, in tutto ciò di cui si interessò.
E questo tipo ebbe un bel po' di interessi!
Calligrafo, pittore, poeta, maestro del thè e dell'ikebana ...
Ed ovviamente non mancò di interessarsi anche di Kenjutsu.
Per lui, come per Morihei, la spada era uno strumento per diffondere la propria percezione, la propria protezione ed il proprio amore verso tutte le cose.
Nulla a che vedere con teste mozzate e lame insanguinate...





Tra le varie, pare che abbia intrattenuto rapporti nientepocodimeno che con Myamoto Musashi e Yagyu Munenori.
Con quest'ultimo, tra l'altro, ebbe fitti scambi epistolari sul tema della mente, dello spirito e dell'arte della spada.
Questi scritti sono oggi reperibili in italiano, tradotti e pubblicati da vari editori.

Io ho davanti a me una buona raccolta della Luni Editrice, "Sogni", che vi consiglio caldamente.






Capisco bene che,generalmente, sotto l'ombrellone finanche la settimana enigmistica chiede troppo alle nostre meningi e Topolino appare,ai nostri occhi offuscati dall'afa, un giallo degno di Hitchcock...

Ma la sera dopo cena, al fresco su una bella sdraio, mentre sorseggiamo una coca con granita di limone, alla luce di una lampada non troppo forte, altrimenti le zanzare ci divorano, prima di uscire a far baldoria, o di andare a dormire accanto ai nostri bambini, arriva a volte il tempo per due righe antiche di 500 anni, ancora in grado di farci desiderare di impugnare il nostro bokken e vibrare due colpi verso la luna, accendendo un po' del nostro spirito guerriero e rendendo omaggio al grande Takuan.








Qui un piccolo brano, scelto perché proprio in tema con la filosofia di Aikido Vivo!

"La Mente Corretta è quella che non si ferma in nessun luogo. E' quella che si estende su tutto il proprio corpo, consapevole di sé.
La Mente Confusa è quella che, ripensando a qualcosa, si congela in un luogo.
Appena la Mente Corretta si congela, diviene immediatamente Confusa.
Smarrirla, significa perdere funzionalità, immediatezza, lucidità, riflesso.
Per questo è fondamentale non perderla mai.
Non fermandosi in nessun luogo, la Mente Corretta è simile all'acqua.
La Mente Confusa, invece, è come il ghiaccio.
Ghiaccio ed acqua hanno la stessa essenza, ma col ghiaccio non ci si può lavare né dissetarsi.
Ma appena esso si scioglie torna a fluire, a dissetare, a purificare.
Torna a scorrere ovunque.
Quando la mente si paralizza su una cosa, essa diviene ghiaccio e non può più essere usata liberamente.

Preserva una Mente Corretta.
Fa che essa possa fluire libera dove serve e fa che nulla possa catturarla."





1 agosto 2012

Istruire ed Insegnare e Confessarsi

Qualcuno di voi sa certamente che all'incirca un anno fa sono diventato papà.
E' strano a capirsi fino in fondo,per chi non l'ha provato, ma la visione delle cose cambia, quando sei papà.
E non vi parlo solo di responsabilità, bollette, pannolini e pupù...
Vi parlo proprio del modo di guardare le cose.
Tutto assume nuovi significati, perché viene visto attraverso nuovi occhi.
E' un pò, in grande, quello che si prova passando da allievi ad insegnanti.
Cambia il tuo modo di guardare all'Aikido, punto.



Nella mia vita ho fatto un numero incalcolabile di stages.
Ho finito una serie di libretti, li ho fotocopiati, ci ho incollato pagine nuove e le ho finite ancora e ancora.
Se mi metto a pensare a quanto ho speso, in termini economici, mi metto letteralmente a piangere.
E se mia moglie scopre perché sto piangendo, mi obbliga a fare seppuku seduta stante...



Riguardo quelle firme ad una ad una.
Ricordo molti degli stages fatti, per dettagli tecnici, sensazioni di allenamento e situazioni più o meno divertenti vissute sul tatami e fuori da esso.

Adesso,per cortesia, chi non mi conosce bene mi faccia il piacere di uscire piano piano, senza sbattere la porta, perché facilmente potrebbe travisare il senso delle mie parole.

Bene.
Ora che siamo rimasti tra intimi, lasciatemi fare una confessione.

Tutte quelle firme, litri e litri di inchiostro sui libretti e sui tesserini, ascoltatemi bene, non vale una notte passata a studiare taisabaki con mio padre sui tappeti del salone di casa.





E, ovviamente, non è una questione tecnica.

Vedete...rischio di sembrare eccessivo, e forse lo sono davvero, ma ciò che ricordo di quegli stages è che il viaggio, il soggiorno e l'allenamento, mi hanno insegnato l'Aikido.
Ho imparato le tecniche di base e le loro variazioni, le azioni dogmatiche e quelle più estreme, i kumitachi col bokken ed i kata di jo...
Ho riempito pagine di appunti ed ho riempito il mio cervello di nozioni più o meno importanti.
Badate!
Non ne rimpiango nemmeno uno.
Se non avessi fatto quelle esperienze, non sarei come sono oggi...

Ma ripetere i movimenti del corpo in piena notte, con il tuo maestro che ti corregge la postura, con un cd al minimo volume, scherzando un po' sugli errori ma bacchettandoli uno per uno...
ti insegna ad AMARE l'Aikido.



Credo che questa sia la differenza tra insegnare ed istruire.
Un istruttore ti illumina su cosa devi fare, illustrandoti i passi, uno dopo l'altro, per arrivare dal punto A al punto B.
Un maestro ti insegna a camminare lungo la Via, senza aver paura dei tuoi passi, riempiendoti di curiosità per ogni angolo di essa, dal più buio al più luminoso, e caricandoti di gioia per ogni scoperta, per ogni fiore,per ogni sasso, per ogni buca trovata passeggiando senza fretta.
Con la consapevolezza che quella passeggiata durerà tutta la vita...