29 luglio 2011

"C'era una volta..." (Un'antica storia zen, raccontata a modo mio)

...e su un blog che si chiama Aikido Vivo cosa volete che ci fosse?
Un samurai, ovviamente!
Un samurai, dicevamo, che abitava da solo, in una casa modesta.
Un giorno un topo, ma di quelli del genere "Pantegana Chiavicus", si infilò in casa sua.


Per quante scope potesse spezzare, il povero samurai non riuscì a liberarsi del fetido sorcio.
Provò a rincorrerlo in ogni maniera, bestemmiando ogni divinità, ma senza successo.




Frustrato nell'orgoglio, decise di rivolgersi ai vicini perché gli prestassero un gatto per fare il lavoro sporco.
Ognuno dei solerti dirimpettai si affannò a tessere le lodi del proprio felino, vantandone di volta in volta l'assoluta infallibilità.
Il primo gatto a provarci fu il Gatto Tigrato.


Nonostante i rumori, il caos e la distruzione di svariate suppellettili,sulla falsariga delle risse alla Bud e Terence, il gatto dovette arrendersi miseramente.




Così intervennero il gatto Fulvo, quello Nero e quello Peloso.


Avete presente "Il Buono, Il Brutto ed il Cattivo"?

Bene. Mischiatelo con Tom e Jerry ed avrete una mezza idea di ciò che successe.

Non dico che il topo ebbe vita facile, anzi.

Un paio di volte finì pure con la schiena al muro....
Ma alla fine ebbe la meglio ed i tre cacciatori, malconci, stanchi ed affamati, non poterono che accasciarsi al suolo in segno di resa.



Ormai sconfortato, il samurai si era già rivolto alla Tecnocasa dell'epoca per trovare un nuovo alloggio, quando gli consigliarono di fare un'ultima prova.
Un vecchio gatto che, assicuravano,aveva una tecnica infallibile.

Il samurai non nutriva nessuna speranza nel vecchio e spelacchiato micione, che non poteva riuscire,oggettivamente, laddove i giovani e forti cacciatori del quartiere avevano fallito.
Il vecchio gatto, nello stupore generale, entrò dalla porta  e si sedette.




Il topo incuriosito, si avvicinò per capire dove fosse il trucco e cosa mai potesse sperare di fare un vecchio felino arruffato.
Appena fu a tiro, semplicemente, il gatto lo afferrò.
Senza rumore, senza casini.
Senza neanche guardarlo, gli appoggiò una zampa addosso.




Dopo i festeggiamenti, il samurai, a metà tra l'eccitato, lo stanco ed lo squartato di sakè , vide che i gatti si erano riuniti in assemblea e che ognuno di loro chiedeva consiglio all'anziano vincitore.
Il tigrato disse: "Sono anni che mi alleno costruendo il mio corpo. I miei muscoli sono forti ed i miei addominali sono più scolpiti di quelli di Vin Diesel.  Faccio palestra 6 volte a settimana, prendo amminoacidi e mangio solo petto di pollo. Perché ho fallito??"




Ed il vecchio rispose " Primo: smettila con gli steroidi, che si sgonfia il saccottino. Secondo: quanto vantaggio puoi trarre da un corpo forte se non sai come servirtene? I muscoli gonfi e la tartaruga sull'addome ti aiuteranno in spiaggia, ma se non prendi coscienza di cosa il tuo corpo può effettivamente fare, di come può muoversi e di quali sono le sue potenzialità, il tuo allenamento è tempo sprecato!"

Non vi dico la faccia del bisteccone, adirato e mortificato non aveva più il coraggio di guardare  i presenti negli occhi!



Il Nero prese la parola: "Sono molti anni che ho compreso l'importanza della velocità d'azione. Essere più rapido del tuo avversario ti permette di attaccarlo senza difese, in maniera imprevedibile e di coglierlo sempre di sorpresa! Oggi mi reputo il gatto più veloce del West. Posso correre chilometri senza perdere velocità e riesco a passare dal silenzio all'azione in meno di un istante.


 Eppure quel topo sembrava prevedere i miei movimenti, era sempre un passo avanti a me e precedeva i miei assalti senza affannare!"




Il Vecchio lo guardò. "E' vero. Essere più veloce ti da un grosso vantaggio. Ma solo quando il combattimento viene incentrato sulla velocità. Occupato com'eri a battere il record dei 100 metri hai tralasciato la possibilità che l'avversario ti affrontasse entrando nel tuo ritmo e cadenzandolo secondo le sue esigenze.


Quella pantegana la sapeva lunga e difronte a lei, la tua velocità contava molto poco!"




Il Gatto Fulvo esplose: "Ed io allora?Sono anni che approfondisco ogni parametro delle tecniche, acquisendo ogni dettaglio e formandomi, nel tempo, un pacchetto di conoscenze infinito?? Conosco la forma Forte e quella Cedevole, conosco ogni variazione possibile di ogni tecnica esistente , sembro il Wikipedia delle arti marziali, eppure di fronte al sorcio ero un burattino!"





Il Vecchio sputò per terra.

"Calmati, Rosso. Le azioni che credi di conoscere, con tutte le loro variazioni, sono le sbarre della gabbia che ti imprigiona.
La tua mente cerca di schematizzare ogni momento del combattimento e ti affanni a cercare ad ogni situazione una carta del tuo mazzo di tecniche che possa rispondere a dovere.
Questo ti rende macchinoso, lento e poco spontaneo. Sei disattento a come la vita cambia mentre cerchi affannosamente la giusta risposta, e mentre scegli tra una variante ed un'altra, l'avversario ha già cambiato, ti ha già attaccato ed è già andato a segno.
La tecnica è uno strumento per comprendere delle meccaniche.
Quando queste sono chiare, essa deve essere dimenticata e deve lasciare spazio all'azione spontanea."





Quando il tecnico uscì sbattendo la porta,fra mille improperi,  il Peloso chiese parola.

"Ho formato il mio corpo nel tempo, l'ho reso forte e veloce. Ho imparato le sfumature della tecnica e le ho trascese,una dopo l'altra.
Ho capito che il segreto del combattimento è nel Ki, nell'energia che scaturisce dall'unione del corpo e della mente, quando la sensazione diventa azione e la volontà è assente.


Eppure, il mio Ki non era sufficiente a fermare quel topo, che sembrava non accorgersi nemmeno della mia presenza!"





Il Vecchio si alzò in piedi.

"Il Ki rappresenta uno stadio elevato della formazione ma non è il massimo livello. Finchè cerchi di servirtene in maniera consapevole, come se fosse un'arma al tuo servizio, esso sarà solo uno specchio per il tuo Ego. Ti sentirai figo e superiore e guarderai gli altri come se fossero più in basso di te.

Ma finchè non li percepirai come tutt'uno con te, il tuo Ki non fluirà fuori spontaneamente e con potenza ed in maniera appropriata.



Il Ki non si usa. Il Ki si esprime inconsciamente.



Quando sono entrato nella stanza, sono semplicemente diventato parte della stanza. Non volevo mostrare i muscoli, non volevo dimostrare velocità o tecnica di alcun genere.
Non avevo nessuna intenzione aggressiva. Probabilmente non avevo nessuna intenzione e basta.
Il topo non ha sentito minacce: il mio corpo, la mia posizione ed il mio spirito, non hanno tradito alcuna volontà d'attacco.
Lui si è avvicinato ed io l'ho fermato, punto.
Nient'altro.

Non c'è stato combattimento, dunque, non ho rischiato di perdere.

Dicono che io sia bravo, ma ho sentito parlare di un altro gatto, nel paese a fianco.
Ho sentito dire che non fa assolutamente nulla.
Ho sentito che gli basta entrare dalla porta perché i topi scappino via all'istante.
Quello è l'ultimo stadio e,chissà, forse un giorno anch'io ci arriverò..."

18 commenti:

  1. "…smettila con gli steroidi, che si sgonfia il saccottino"

    LOL

    molto bella (e vera) questa storia zen "remastered" :-)

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  2. E' sempre stata una delle mie preferite.
    La trovo cinica e didattica allo stesso tempo!
    Renderle omaggio con un restyling mi è sembrato doveroso..
    :)

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  3. diamine maestro, mi sono mancate davvero le tue chicche, riprenderò ad essere l'assiduo lettore che ero. lo prometto. nel prossimo mese e mezzo di astinenza forzata dagli allenamenti avrò occasione di riflettere e far tesoro di quello che scrivi. bellissima rilettura in chiave moderna della storiella. a presto, ciaooooo

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  4. Grande Ale!
    Il nostro percorso continua in questo dojo virtuale! :)

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  5. Tante risate e tanti insegnamenti! Grazie!

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  6. Mi fa piacere, MT! Come vanno le vacanze?

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  7. Io ho come l'impressione che quel vecchiaccio di un gatto abbia trovato un avversario ingenuo quanto gli altri felini :)
    E se il topo avesse attaccato, senza il minimo preavviso?
    O se avesse semplicemente fatto finta di niente?
    Sbaglio a pensare che la dimensione trovata dal micio potesse comunque venire alterata? La vedo comunque una semplice scelta tattica, vincente nel relativo..

    Perdona la mia ignoranza Fabio, ma attendo e ascolto nonostante sia un profano.

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  8. Ciao Wdzoso!
    Hai voglia di dirci il tuo nome? Non adoro parlare utilizzando i nick! :)
    Personalmente credo che la storia non voglia raccontarci qual'è la migliore strategia da utilizzare in battaglia.
    Nel racconto il topo aveva una preparazione tale da contrastare qualunque strategia, a tutti i livelli: forza fisica, qualità atletiche, competenze tecniche ed interiori.
    Finchè gli attaccanti scendevano in campo con una strategia in mente, il topo si armonizzava ad essa e la cortocircuitava.
    Il Vecchio gatto entra nella casa senza nessuna strategia.
    Senza neanche la volontà del combattimento...
    Questo lo rende incomprensibile e rende le sue intenzioni non leggibili al ratto.
    Il quale non era l'attaccante: lui non voleva ammazzare gli occupanti della casa, semplicemente voleva restare lì!
    Quindi non attaccava a prescindere, ma rispondeva all'attacco dei cacciatori.
    Nelle Arti Marziali Giapponesi si crede che chiunque attacchi per primo debba per forza esporsi, quindi il livello più alto attende questa apertura per approfittarne...

    Credo che la morale della storia sia il non attaccamento al proprio sapere, ed il non "servirsi" di ciò che si conosce come se fosse avulso da noi, ma più semplicemente "Diventare" ciò che si sa e lasciare che questa conoscenza guidi il nostro istinto!

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  9. Fabio-san sono Arnaldo e purtroppo l'account wordpress mette il nick nei commenti :D

    Comunque ora di certo mi è più chiara la morale della storia. Essendo un osservatore ignorante, mi piace confrontarmi ponendo domande dal mio punto di vista un pò defilato per tentare di comprendere :)

    Un abbraccio,
    A.
    (rnaldo)

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  10. Certo!! Vincere senza combattere!
    E' il discorso che ci fai sempre riguardo al "non dare troppe sensazioni al compagno"...perchè meno ci sente, più sarà colto alla sprovvista! Ho cercato di spiegarlo oggi a mio padre che mi ha chiesto : <<...ma cos'è l'aikido??!!>>
    Fabio le vacanze tutto bene! Mi mancate già tutti!

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  11. Brava MT! Esattamente la stessa concezione!
    Anche tu ci manchi!

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  12. Grazie Fabio, presto vi dedicheró qualcosa, stay tuned!! ;)

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  13. Nessuno parla mai della vera arma del vecchio gatto: l'alito

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  14. Ti ho rubato la foto dei tre gatti......

    Bellazzi Danilo

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  15. Fa pure! Il 99% delle foto del blog sono prese qua e là per la rete...^_^

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  16. Ho letto con gusto e "girato" il blog con l'articolo su FB nel ns gruppo
    Martial Answer Family® - Grazie

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  17. Mi affaccerò volentieri a dare un'occhiata, se si può!

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